L’importanza dell’esercizio fisico nella malattia di Parkinson

by Valeria Sirtori
malattia di Parkinson

È  risaputo da tempo che l’esercizio fisico è importante nella cura della malattia di Parkinson. Quali sono, però,  gli effetti dell’esercizio sulla malattia e quali sono gli esercizi  consigliati? Vediamolo insieme in questo articolo, prendendo spunto da un’interessante rassegna pubblicata nel 2021: Evidence for Early and Regular Physical Therapy and Exercise in Parkinson’s Disease – Terry D Ellis et al. Semin Neurol. . 2021 Apr; 41(2): 189–205.

Prima di tutto cosa si intende per malattia di Parkinson

Prima di parlarvi dell’importanza dell’esercizio fisico nella malattia di Parkinson, due parole su cosa è il Parkinson. Si tratta di una malattia neuro-degenerativa, che provoca cioè la morte progressiva e irreversibile delle cellule nervose, i neuroni. Nella malattia di Parkinson i neuroni danneggiati sono quelli deputati alla produzione di  dopamina,  una sostanza chimica che consente ai neuroni stessi di comunicare tra loro. La dopamina a sua volta è usata nello specifico da gruppi di cellule del cervello chiamate gangli della base, la cui funzione è quella di pianificare le azioni che hanno un compito ben preciso, come per esempio superare un ostacolo o afferrare un oggetto, assicurando la corretta esecuzione di tutto il programma motorio fra il cervello e i muscoli.

La malattia di Parkinson interessa circa l’1,8% della popolazione sopra i 65 anni, con la prospettiva di raddoppiare nei prossimi 20 anni con un’età di insorgenza più giovane.

I sintomi del Parkinson variano molto da persona a persona

I sintomi più frequenti sono motori (ossia interessano i movimenti) come:

  • il tremore a riposo,
  • la rigidità muscolare,
  • il rallentamento motorio (bradicinesia),
  • l’instabilità posturale,
  • l’alterazione dello schema del cammino (freezing).

Ma esistono anche sintomi che interessano funzioni non strettamente legate al movimento, come disturbi del sonno, dell’umore, della memoria  e dell’attenzione.

È bene dire, inoltre, che la malattia non progredisce alla stessa velocità in tutte le persone che ne sono affette.

Come si cura la malattia di Parkinson

Al momento per la malattia di Parkinson non esiste una cura risolutiva, cioè che possa portare alla guarigione completa. Sono disponibili, però, diversi trattamenti che permettono di controllarne i sintomi, portando a un miglioramento della condizione generale e, quindi, della qualità di vita. I trattamenti disponibili utilizzano farmaci, la stimolazione cerebrale profonda (una sorta di pacemaker che stimola specifiche aree del cervello) e l’esercizio fisico.

Limportanza dellesercizio fisico nella malattia di Parkinson

Arriviamo, dunque, all’argomento che più ci interessa in questo articolo, ossia l’esercizio nelle persone con malattia di Parkinson. Un aspetto da tempo studiato con attenzione per i benefici che apporta, sia nel ridurre i sintomi della malattia, sia nel prevenirne l’insorgenza e la progressione.

Quali sono esattamente gli effetti dell’esercizio fisico e quale esercizio è indicato per un sintomo specifico? Lo vediamo di seguito. Parliamo di esercizio aerobico, di rinforzo e di equilibrio.

Esercizio aerobico contro il rallentamento motorio e l’instabilità nel cammino

L’esercizio aerobico (esercizio prolungato di media intensità) è  l’esercizio principe per chi è affetto da questa malattia ed il più studiato.

I suoi effetti sul rallentamento motorio e l’instabilità del cammino sono dovuti a:

  • un aumento dell’eccitabilità corticale: le cellule del cervello sono più attive e più pronte a rispondere agli stimoli
  • un incremento della produzione di una proteina chiamata BDNF, che attenua  la perdita di dopamina e favorisce in parte la ricrescita delle cellule nervose (questi dati sono stati osservati negli animali da esperimento e devono ancora avere una validazione sull’uomo)
  • un aumento del volume della parte del cervello che contiene i neuroni (chiamata materia grigia) mostrando così la avvenuta neuroplasticità.

Che caratteristiche deve avere un esercizio aerobico? 

Si tratta di un’attività motoria protratta nel tempo e di media intensità. In pratica l’esercizio deve avere una durata di almeno 20 minuti continuativi (l’ideale sarebbe arrivare almeno a 30 minuti), con un’intensità media.

Come si calcola l’intensità media? Per intensità media si intende un’intensità di esercizio in cui si percepisce uno sforzo di valore 13, dove 0 corrisponde a nessuno sforzo e 20 è il massimo sforzo che si può immaginare.

L’allenamento, inoltre, è gesto specifico, ciò significa che i migliori risultati si ottengono nel gesto allenato. Se si vogliono ottenere dei risultati nel cammino, ad esempio, è meglio allenarsi camminando, piuttosto che pedalare su una cyclette.

I miglioramenti osservati con un allenamento aerobico in soggetti con la malattia di Parkinson sono: 

  • aumento della velocità del cammino
  • aumento della lunghezza del passo.

Entrambi i miglioramenti indicano una diminuzione del rallentamento ed una maggiore stabilità, confermando ancora una volta l’importanza dell’esercizio fisico nelle persone affette da malattia di Parkinson.

Esercizio di rinforzo per bradicinesia (rallentamento motorio) e ipocinesia (ridotto movimento)

Il rallentamento motorio e il ridotto movimento sono due sintomi caratteristici della malattia di Parkinson. In un confronto tra soggetti con Parkinson e coetanei sani si è osservata una diminuzione dell’attività del cammino di circa 45 minuti al giorno nell’arco di un anno.  

Questo è dovuto oltre al ridotto funzionamento dei gangli della base, anche alla perdita di forza muscolare associata al non uso. Un training di rinforzo muscolare può venire in aiuto diminuendo questi sintomi. L’aumento della forza, inoltre, interromperebbe il circolo vizioso aumentando cosi la capacità di movimento.

In che modo gli esercizi di rinforzo migliorano il movimento nel Parkinson

Il rinforzo induce degli adattamenti sia nel muscolo con l’aumento di volume, che nel cervello con un aumento della quantità di cellule che inviano il comando ai muscoli.

Sebbene gli studi riguardanti l’allenamento alla forza siano inferiori rispetto a quelli di allenamento aerobico,  sostanzialmente i primi dimostrano un aumento della produzione di forza con aumento della mobilità del soggetto. Anche in questo caso l’allenamento deve avere specifiche caratteristiche.

Innanzitutto per indurre al cambiamento muscolare è fondamentale la giusta posologia di esercizio: da 1 a 3 serie da 8 – 12 ripetizioni, con un carico tra il 60% e l’ 80% del carico massimo sollevabile dal soggetto. Sono consigliabili dalle due alle tre sessioni a settimana. Anche il rinforzo è un gesto specifico per cui andranno allenati i muscoli o meglio i movimenti più deficitari. 

Allenare l’equilibrio per diminuire le cadute

Le cadute sono frequenti nella malattia di Parkinson. Le cause sono da attribuire a più fattori. È comunque evidente da numerosi studi che un training di esercizi di equilibrio riduce il numero di cadute.

Quando è bene iniziare lesercizio

Nella maggior parte dei casi si inizia a prendersi cura della malattia di Parkinsn quando i sintomi causano moderata disabilità, come difficoltà nell’uso delle mani per le prese piccole o instabilità durante il cammino.

Nonostante l’esordio avvenga anche anni prima nel 19-36% dei soggetti che sviluppano la malattia di Parkinson, con sintomi spesso sottovalutati come disturbi del sonno, depressione e ansia, deficit moderati di attenzione, mancanza di fluidità nel parlare, ipotensione, e dolore che si manifesta in particolare alle spalle e alle anche.

Ad ogni modo è molto consigliato iniziare l’esercizio il più precocemente possibile: prima si inizia e più lenta sarà la progressione di malattia.

Considerando la varietà dei sintomi è sempre bene affidarsi a professionisti che sapranno:

  • utilizzare scale di misura cliniche per monitorare nel tempo l’andamento della malattia
  • confezionare su misura l’esercizio in termini di attività, intensità e frequenza
  • consigliarti le giuste modifiche al tuo stile di vita.

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Immagine di anteprima: Hal Gatewood su Unsplash