Tornare a camminare dopo un ictus è possibile?

by Valeria Sirtori
camminare

Tra i desideri più grandi di chi è stato colpito da ictus c’è quello di camminare di nuovo in autonomia. Ma davvero è possibile tornare a camminare dopo un ictus? Quanti ci riescono? Quali sono i fattori che intervengono nel recupero e quali esercizi possono aiutare? Scopriamolo insieme!

Cos’è un ictus

Prima di tutto spieghiamo in modo molto semplice e con poche parole cos’è un ictus. Il termine “ictus” significa “colpo” al cervello ed è causato dalla ostruzione o rottura dei vasi sanguigni che lo irrorano, il cosiddetto evento ischemico. In entrambi i casi viene meno l’apporto di ossigeno ai tessuti con conseguente danno alle cellule nervose. È una malattia che insorge all’improvviso e si manifesta con intorpidimento o sensazione di debolezza a livello del viso, del braccio o della gamba, senso di confusione improvvisa, difficoltà a parlare e a comprendere gli altri. Di solito colpisce una metà del corpo e tra le abilità maggiormente compromesse c’è anche quella di camminare in autonomia.

Camminare dopo l’ictus, qualche dato statistico

Quante persone tornano a camminare dopo un ictus? Partiamo da un dato statistico. Nei giorni successivi all’evento ischemico, circa una persona su due non ha la capacità di camminare. Nei mesi successivi, però, circa l’80% di persone colpite da ictus recupera un cammino autonomo, nonostante permanga un deficit di movimento della gamba nel 50% delle persone colpite. Le statistiche, dunque, ci dicono che nella maggioranza dei casi si può tornare a camminare dopo un ictus. Il dato è confermato anche dalla mia trentennale esperienza su pazienti colpiti da ictus.

Tornare a camminare dopo un ictus, i fattori che ci aiutano a fare una prognosi

Come abbiamo visto i dati ci dicono che tornare a camminare dopo un ictus è possibile nella maggior parte dei casi. Nella valutazione del caso concreto come possiamo stabilire se ci sarà il recupero, in che misura e in quanto tempo? La risposta non è semplice, perché l’individuazione dei fattori prognostici, ossia di quei fattori che ci consentono di fare una prognosi sul recupero del cammino autonomo dopo un ictus, dipende da quali e quante aree del cervello sono state interessate dalla lesione. In linea di massima maggiori sono le funzioni compromesse (capacità di movimento del braccio e della gamba, sensibilità, aspetti cognitivi come l’attenzione, ecc.) più difficile sarà il recupero.

Tra i requisiti motori, due in particolare sono proposti come fattori prognostici di un recupero del cammino autonomo dopo l’ictus. Se si verificano nelle prime 24/48 ore dall’evento, il soggetto avrà un’alta probabilità di tornare a camminare in autonomia nelle successive 12 settimane. Quali sono?

  • Girarsi nel letto, mettersi seduti e mantenere l’equilibrio del tronco da seduti (valutato con punteggio >40 nel test per il controllo del tronco);
  • Sul letto sdraiati a pancia in giù, sollevare la gamba colpita (corrisponde ad un punteggio >3 dei muscoli estensori di anca, ossia i glutei per intenderci.

Anche chi non possiede queste capacità, però, non deve preoccuparsi. Ci sono, comunque, buone probabilità che torni a camminare dopo un ictus: il cammino potrà essere più lento o necessitare di un aiuto che, nella maggior parte dei casi, è rappresentato da un bastone.

Camminare dopo un ictus, i tempi di recupero

Il recupero del cammino dopo un ictus avviene in tempi variabili da soggetto a soggetto. Nella prima fase (da uno a tre mesi circa) si ha un recupero spontaneo del movimento. È in questo periodo che le cellule nervose parzialmente danneggiate recuperano la propria funzione.  Successivamente i miglioramenti sono dovuti alla neuroplasticità, ovvero alla capacità del cervello di modificare la sua struttura in risposta a stimoli esterni. In questa fase gioca un ruolo molto importante la fisioterapia.  

Il recupero più evidente per quanto riguarda la capacità di camminare dopo un ictus avviene nei 12 mesi successivi all’evento, ma è ormai noto in letteratura che miglioramenti possono continuare ad esserci anche dopo anni dall’evento ischemico.

Fisioterapia post ictus, gli esercizi che possono favorire il recupero del cammino

Innanzitutto è bene sottolineare che una volta stabilizzata la malattia è consigliabile iniziare il più precocemente possibile un percorso di fisioterapia

La riabilitazione del cammino post ictus è complessa e prevede:

  • esercizi di equilibrio del tronco
  • esercizi mirati al recupero dei muscoli che mantengono dritta la gamba come glutei, quadricipite e muscoli del polpaccio
  • esercizi di distribuzione del carico sulle due gambe
  • training del passo

La fase iniziale della riabilitazione avviene solitamente in ospedale o in centri riabilitativi, ma il recupero post ictus può continuare anche dopo il rientro a domicilio. Per questo occorre non interrompere del tutto la fisioterapia. Il mio consiglio è quello di affidarsi in particolare a chi si occupa di riabilitazione neurologica. In questo ambito, infatti, è molto importante un recupero della qualità del movimento più che della quantità, da ottenere con esercizi specifici. 

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Immagine di anteprima: foto di Vidar Nordli-Mathisen su Unsplash